Dossier pubblico
Qui trovi i documenti ufficiali del Comune su Largo Sant'Agostino, spiegati in modo semplice. Se vuoi, puoi anche scaricare i documenti originali, più tecnici e dettagliati.


Immagine: Stralcio da una pianta del Comune di Modena LLPP (1943)
Largo Sant'Agostino si trova in una delle zone più importanti del centro storico di Modena: è il punto in cui la città incontra due grandi luoghi della cultura cittadina, il Palazzo dei Musei e l'ex Ospedale Sant'Agostino, che sta diventando un nuovo polo culturale.
Oggi questo spazio è soprattutto un parcheggio: l'area, di circa 11.000 metri quadri, è occupata per circa il 60% da strade e parcheggi, mentre il verde vero e proprio è meno del 15%. Il resto è dedicato a chi si muove a piedi o in bici.
Anche la pavimentazione racconta la storia del luogo: ciottoli, lastre di pietra e asfalto si alternano, segno di un'area cresciuta nel tempo, mai pensata tutta insieme.
Il Comune ha già indicato la direzione generale: una piazza pedonale, con meno auto e più spazio per le persone, collegata ai musei e alle attività culturali della zona.
Per arrivarci, ha messo sul tavolo due possibili strade:
- Una più rapida: cambia la piazza lavorando dentro i vincoli che già esistono oggi (per esempio le linee del filobus, le strade per le auto).
- Una più ambiziosa: pensata per il futuro più lontano, supera alcuni di questi vincoli per una pedonalizzazione ancora più ampia.
In entrambi i casi, l'obiettivo è lo stesso: una piazza dove si cammina, ci si incontra, si vive il centro storico senza dover convivere con il traffico.

Largo Sant'Agostino, la piazza, e gli edifici intorno (Palazzo dei Musei, Chiesa di Sant'Agostino, ex Ospedale) sono protetti come bene storico e artistico fin dal primo Novecento: la Chiesa di Sant'Agostino, per esempio, è tutelata già dal 1912.
La piazza stessa e Largo Aldo Moro sono stati dichiarati beni culturali nel 2019, con decreto del Ministero della Cultura.
Questo significa che ogni intervento, anche piccolo, deve prima avere il via libera della Soprintendenza, l'ente statale che tutela il patrimonio storico. Non è un ostacolo burocratico: è una garanzia che la trasformazione rispetti la storia e il valore di questo luogo.
Ma significa anche che alcune idee, per quanto belle, potrebbero non essere realizzabili subito, o richiedere più tempo e attenzione in fase di progetto. Fa parte di questo percorso anche capire insieme cosa è possibile fare, e cosa no.
C'è anche un altro vincolo, meno visibile ma importante: sotto la piazza corrono reti del gas, dell'elettricità e le infrastrutture del filobus. Questi sottoservizi condizionano cosa si può fare in superficie e in che tempi. È uno dei motivi per cui esistono i due scenari: uno che lavora dentro questi vincoli esistenti, uno che prevede di superarli nel tempo.
Mentre si discute il futuro della piazza, l'ex Ospedale Sant'Agostino sta già cambiando.
Diventerà un nuovo polo culturale della città, con spazi molto diversi tra loro: un museo dedicato all'immagine, aree per l'apprendimento e la formazione, sale di lettura aperte a tutti, spazi per mostre e un auditorium, persino una "Casa del Cibo" con attività didattiche legate all'alimentazione.
Verranno anche recuperati luoghi storici dell'antico ospedale, come la farmacia d'epoca e il Teatro Anatomico, insieme ai musei universitari.
Questo significa che Largo Sant'Agostino non è solo una piazza da ripensare: è anche il primo accesso a un pezzo di città che sta nascendo proprio ora, e che porterà ogni giorno nuove persone a passare di qui.

Largo Sant'Agostino esiste da quando la città si è allargata, nel Trecento. La prima testimonianza che ne abbiamo è una mappa del 1684: mostra già la piazza e la sua porta, allora chiamata Porta Cittanova, uno degli ingressi fortificati della Modena antica, sulla strada verso Milano. Nel 1546 il Duca Ercole II fece costruire nuove mura e un bastione proprio in corrispondenza di questa porta.

Immagine: Carta di G.B.Boccabadati del 1684

Immagine: 1901. Cartolina ed. Mucchi: Porta S. Agostino
Nel Settecento la piazza prende la forma che in parte riconosciamo ancora oggi. Francesco III d'Este, che tornava spesso in città attraverso proprio questa porta, volle fare dell'area il simbolo del suo piano di riordino civile e sociale: fece costruire l'Ospedale di Sant'Agostino (1753) per raccogliere le opere assistenziali della città, e l'Albergo dei Poveri, poi diventato Palazzo dei Musei, che ospitava i figli degli indigenti e li avviava alle arti. I due edifici si fronteggiavano ai lati opposti della piazza, e lo fanno ancora oggi.
Nel 1790 il Duca Ercole III costruì sopra la porta un grande edificio per abitazioni popolari, e da quel momento la porta cambiò nome: da Porta Cittanova diventò Porta Sant'Agostino. La porta stessa fu poi demolita all'inizio del Novecento, quando il Comune abbatté le mura per aprire la città verso i nuovi viali di circonvallazione. Al suo posto rimase il largo che oggi conosciamo.

Immagine: Largo Aldo Moro – Piazza San. Agostino 1963.
Le foto d'epoca degli inizi del Novecento mostrano una piazza molto diversa: pavimentata in ciottoli e lastre di pietra, attraversata da una tramvia (prima a cavalli, poi elettrica). Nel 1998, in occasione dei 400 anni dalla proclamazione di Modena a capitale del ducato estense, il Comune propose di realizzare un "emblema" monumentale nel largo e fu coinvolto l'architetto Frank Gehry, il progettista del Guggenheim di Bilbao. Il progetto fu bocciato: troppo costoso, e parere negativo della Soprintendenza. Una storia che racconta bene quanto questo spazio sia stato al centro del dibattito cittadino da molto prima di oggi.


