Guccini molto di più di un cantautore
Da "Libro di condoglianze per Francesco Guccini"
Vai al progetto
Non è il caso di aggiungere lodi e ricordi già espressi in questi giorni su Guccini.
Francesco Guccini è stato molto di più dell'autore dei suoi brani citatissimi dai media:
Dio è morto, La locomotiva, l'avvelenata.
Altri cantautori sono stati e sono profondi e di elevato spessore.
Il tratto distintivo di Guccini è l'irripetibilita' delle sue "pennellate" poetiche che fa corpo con la profondità dei testi senza far ricorso all'abusato ermetismo che si riscontra in altri letterati.
Guccini ha dimostrato che la profondità delle sue analisi esistenziali non è sminuita dalla chiarezza del messaggio veicolato. Anzi, essa è massimamente valorizzata dall'accessibilità al significato dei testi.
Il riferimento è, senza minimamente esaurire il suo vasto repertorio:
-alla caratterizzazione del "pensionato" che più profonda non poteva essere dove l'analisi esistenzialista di due solitudini crea una totale immedesimazione tra l'autore, il soggetto e chi ascolta e, in generale, l'umanita' tutta;
- al dipinto, nei testi e nella ricercata struttura musicale, di "scirocco" in cui la descrizione romantica spazia in tratti di pura poesia per esplorare la caducità della condizione umana e l'imprescrutabilita' dell'anima;
- all'esplorazione della propria condizione quando si è soli con sé stessi impreziosita da inusitata autoironia, contenuta in canzone di notte n. 2;
- all'analisi, senza infingimenti, di una crisi di coppia contenuta in canzone quasi d'amore, la cui profondità è un'estensione di canzone di notte n. 2;
- al blues dirompente e esaltante arricchito dalla caratterizzazione di una vita apparentemente comune e senza sussulti di "canzone per Anna".
Non è il caso di continuare l'elenco perché molto altro si trova nelle "miniere" dei suoi testi, impreziositi da musiche altrettanto profonde e per niente scontate o semplicistiche.
Per non parlare della produzione letteraria di Guccini e della sua traboccante umanità, mai disgiunta da ironia e autoironia, dalla potenza del suo linguaggio a tratti fustigatore e dissacrante dell'ipocrisia politica e sociale.
Guccini era molto, molto di più dei brani indicati per identificarlo.
Che fortuna essere stato suo contemporaneo!
