Grazie, Maestro
Da "Libro di condoglianze per Francesco Guccini"
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Caro Guccio,
ho 37 anni e la mia passione per te arriva dal mio papà, che da giovane un po’ ti somigliava: anche lui con la barba scura e folta, anche lui con i capelli lunghi. Le tue canzoni erano le mie ninne nanne di quando ero piccola, quando ancora non capivo nulla del significato delle parole ma mi lasciavo cullare dalla tua voce calda e dalla tua r moscia.
Ora sono docente, sai, e ti propongo ai miei ragazzi: ti sarebbero piaciuti! Prima brontolano, mi dicono “Profe, cos’è questa roba da vecchi”. Ma poi, quando ti ascoltano, mi dicono che tu parli di loro. E si innamorano. E io mi innamoro con loro, di nuovo e ogni volta, delle tue canzoni, che sono transgenerazionali e senza tempo.
Grazie di tutto, Maestro. Davvero. Il tuo ricordo sarà eterno. Oggi come ieri, concedimi di piangere un po’ per te.
Una prof di lettere bresciana, gattara come te.
Tiziana Serena
